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I benefici del massaggio

I benefici del massaggio sono molti e producono effetti del tutto personali sul corpo e sulla mente di chi lo riceve. In generale:

  • essere toccati con amore aumenta, nel modo più semplice e naturale, il proprio benessere interiore e rilassa il sistema nervoso e ormonale;
  • potenziamento del sistema immunitario: il movimento e le contrazioni muscolari sono un modo efficace per far circolare il liquido linfatico all'interno dell'organismo;
  • migliora la circolazione sanguinea ed aumenta lo scambio, a livello cellulare, del sangue contenente tossine con sangue nuovo ricco di elementi nutritivi;
  • la manipolazione esercitato per via riflessa anche sull’apparato scheletrico e sulla muscolatura liscia porta effetti talvolta analgesici e di attenuazione del dolore;
  • è facilitato il passaggio dalla iperattività mentale alla consapevolezza del corpo e l'attenuazione dei segnali di tensione presenti sotto forma di crampi e spasmi muscolari.

I benefici, soprattutto del massaggio connettivale sono, molteplici: dall’aumento della vascolarizzazione al rilassamento muscolare, dalla maggiore mobilità articolare allo scollamento dei tessuti dai muscoli fino al riequilibrio dei livelli ormonali e al miglioramento posturale. il tessuto connettivo porta in sé la memoria dei traumi fisici, psichici o articolari che mostrano la loro permanenza sotto forma di dolori e contratture. Anche per questo lo stimolo esercitato sulla cute - che agisce per via riflessa sia sulla muscolatura liscia che su quella scheletrica - diventa un aiuto per diverse situazioni ortopediche o reumatologiche inducendo effetti anche analgesici.

Importanza del tocco

Ogni funzione vitale è tanto più importante per l’organismo quanto prima questa si sviluppa. Ed è il "tatto" il primo tra i nostri sensi a farsi strada ed anche l'unico senza il cui nutrimento e attivazione non potremmo sopravvivere. Sotto è riportato un esempio:

Negli anni '20 del xx secolo questa malattia - chiamata all'epoca "marasma infantile" n.d.r.- uccideva quasi il 100% dei bambini sotto i 2 anni d'età che venivano lasciati in Istituti per l'infanzia negli Stati Uniti, e probabilmente, anche se non abbiamo statistiche, altrettanto avveniva in altri Paesi. A New York tale condizione veniva classificata "senza speranza". Perché avveniva ciò? Le istituzioni erano ben equipaggiate, moderne, con molto personale, cibo, igiene ed abiti puliti. Perché morivano tutti?
A. Montagu collega l'alta percentuale di marasma con le teorie allora molto in voga di un certo professor Holt, della Columbia University. Holt aveva scritto nel 1894 un libretto, paragonabile a quelli del Dr. Spock per diffusione, (negli anni 30 era già arrivato a 15 edizioni) in cui condannava come "viziosa" la pratica di cullare i bambini, le dimostrazioni d'affetto quali tenere stretto, baciare, coccolare, rispondere rapidamente alle richieste del bambino. Tali comportamenti, etichettati come sentimentali, venivano considerati responsabili di far diventare i bambini "dipendenti". Così, in tutti gli Stati Uniti e in molta parte d'Europa adulti normali soppressero il loro istinto e nutrirono i neonati ad orari rigidi, li lasciarono piangere e ridussero al minimo i contatti fisici.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, studi su soggetti poco integrati e socialmente freddi e l'osservazione che il marasma era più frequente nelle classi socialmente elevate e nei bambini istituzionalizzati, mentre era raro nei bambini accuditi in modo istintivo, portarono ad abbandonare le teorie di Holt e ad introdurre un accudimento più materno negli Istituti. Le percentuali di mortalità scesero 'drammaticamente' al di sotto del 10% dopo il 1938.



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